Mento, dunque sono: la menzogna come autoinganno, estrema difesa dalla paura dell’abbandono e dall’amore.

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Perchè si mente?

Le motivazioni sono diverse, ciascun individuo ha il suo vissuto e la storia personale di ognuno determina anche questo aspetto della personalità.

In genere il bambino inizia a mentire per cambiare aspetti della propria realtà che non gli piacciono, li modifica per sentirsi adeguato…almeno illusoriamente.

La menzogna meno palese, più subdola e quindi più pericolosa perchè difficilmente sanzionabile però è quella che il bambino apprende nella relazione con le sue figure di riferimento attraverso la comunicazione, o meglio, aberrazioni di essa.

Sono soprattutto le madri infatti, che attraverso il cosiddetto “doppio legame” offrono ai figli un imprinting alla menzogna.

Il doppio legame è un messaggio caratterizzato da un’incoerenza tra il contenuto che veicola attraverso le parole e ciò che esprime con l’intonazione utilizzata, la mimica facciale e la postura del corpo.

Si crea in questo modo un messaggio che mentre afferma a parole un determinato concetto, contemporaneamente lo sconferma con un’intonazione distonica, non appropriata.

Il risultato è uno stato di confusione nel figlio e una disorganizzazione interna che non gli lascia alcuna possibilità di scelta.

la madre ha detto qualcosa sottintendendo qualcos’altro…ha ingannato il figlio.

Il bambino piccolo ha un bisogno estremo della madre, di esserne contenuto e supportato,quindi connoterà il mentire come un comportamento adeguato e consono, evitando di metterne in discussione la validità.

In seguito il bambino apprenderà la menzogna come risposta preferenziale e la riproporrà sia nel rapporto con le figure di riferimento che nei rapporti esterni per timore che la “sua”verità possa metterlo in pericolo, svelare qualcosa di sè che risulterà sgradevole, quindi rischierà di essere per questo sanzionato o rifiutato.

Da adulto lo stesso soggetto avrà ormai fatto sua” la menzogna”, la troverà rassicurante e sarà la sua risposta ad ogni forma di comunicazione con l’altro, una sorta di risposta automatica che lo farà sentire al sicuro da critiche e rifiuti ma…comporterà l’instaurarsi di copioni relazionali malati e pericolosi.

Agli altri infatti appare evidente e chiaro l’uso della menzogna e colluderanno con risposte altrettanto menzognere e inizieranno ad abbandonare emotivamente l’altro.

Quindi il paradosso: mento per paura di non essere accettato  ma la mia menzogna apparirà in tutta la sua evidenza a chi non ha ricevuto  un'”educazione a mentire” e verrò abbandonato dopo essere stato ripagato della stessa moneta.

E’ per questo motivo che il menzognero svilupperà un vero e proprio bisogno di mentire e di ricevere menzogna dagli altri. La madre  lo ha abituato all’inganno e gli farà preferire rapporti basati su questa esperienza,in cui il suo coinvolgimento affettivo ed emotivo sarà quasi assenti per una totale incapacità di empatia.

Chi mente è distante, non coinvolto emotivamente, concentrato solo su  se stesso, sempre attento a non farsi fregare, a costruire strategie per riuscire a manipolare l’altro in modo invisibile, per controllarlo e al bisogno, sconfermarne il valore e denigrarlo.

Chi mente riesce a confondere unicamente se stesso, a non riconoscersi più, a sganciarsi dalla realtà e quindi a temerla, a proiettare sugli altri il proprio mentire e infine a non potersi fidare né di sé, né degli altri che allontanati e confusi non potranno relazionarsi in modo coinvolgente e autentico.

Chi è vissuto nell’inganno non ha fatto esperienza dell’amore incondizionato

Infatti, le figure di riferimento hanno trasmesso al figlio, attraverso varie forme di ricatto affettivo, il seguente messaggio “ti amerò solo se non metterai mai in dubbio i miei messaggi subdoli, non oserai smentirli e se metterai da parte la tua volontà per compiacermi”.

L’adulto dipendente dall’esperienza dell’inganno non riconoscerà più gli affetti veri da chi invece fingerà di averne,per manipolarlo e ottenere secondi fini,anzi, finirà col doversi circondare di chi fa dell’inganno la sua ragione di vita, molto spesso finendone sfruttato e raggirato a sua insaputa.

D’altra parte è stato abituato precocemente all’inganno, dalla voce suadente e dai ricatti affettivi della genitrice…come potrebbe non cercarlo attivamente in ogni forma di conoscenza o rapporto?

La fuga nella menzogna permette ai non amati di proteggersi dall’esperienza dell’amore di cui sono incapaci e che li spaventa a morte, nonostante ne abbiano un bisogno naturale, e farsi anestetizzare dalla rabbia imperiosa per il bisogno d’amore frustrato di cui nessun essere vivente può realmente fare a meno.

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