La Crisi come necessità di cambiamento e opportunità di crescita.

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Siamo abituati a considerare i momenti di crisi come blocchi della nostra esistenza, come fasi di stallo in cui annaspare e soccombere.

Molto spesso infatti i momenti di crisi corrispondono proprio ad una condizione psicofisica di immobilità, di impossibilità ad andare avanti.

Durante la crisi si avverte una massiccia perdita di energia e di motivazione e molto spesso crollano le certezze e le sicurezze che fino a quel momento legittimavano i nostri pensieri e il nostro agire.

Proviamo invece a dare una lettura diversa dei momenti di crisi.

La crisi infatti, contiene un messaggio importante che dobbiamo ascoltare per poterla utilizzare in modo produttivo: è necessario cambiare la propria struttura per poter modificare e migliorare il rapporto con noi stessi e con la realtà.

La crisi implica quindi la necessità di saper cambiare, e “costringe” a trovare un nuovo modo di relazionarsi al proprio mondo interno e all’ambiente esterno. In parole molto semplici, la crisi psicologica impone il raggiungere un nuovo equilibrio psichico, e proprio in virtù di ciò costituisce inevitabilmente, oltre che un momento difficile e delicato, anche un’opportunità.

La parola crisi, dal greco krisis, che a sua volta viene da krino:  separo,  e in senso lato, discerno, valuto, giudico.

Quindi, da un momento di empasse, da una frattura dell’esistenza, bisogna modificare in modo sostanziale, dopo attenta analisi e valutazione, molti dei fattori che hanno portato al collasso.

Una struttura elastica  resiste in modo ottimale alle varie sollecitazioni interne ed esterne, molto più di una struttura rigida che ad ogni minima sollecitazione tende invece a deformarsi e infine a  rompersi.

Ecco, per ricostruire noi stessi e il nostro sistema di relazioni e la nostra stessa vita, dopo una crisi-frattura, è necessario modificare la propria struttura interna dopo averne messo in luce i punti deboli .

Paul Claude Racamier (1985) ha sottolineato come per poter parlare di crisi psicologica è necessaria la presenza della rottura dell’equilibrio psichico precedentemente raggiunto. La crisi implica quindi la necessità di saper cambiare, e “costringe” a trovare un nuovo modo di relazionarsi con la propria interiorità e con la  realtà esterna.

La crisi psicologica impone quindi una ristrutturazione del proprio equilibrio psichico divenuto disfunzionale: rappresenta perciò un momento impegnativo, complicato e delicato ma soprattutto una importante opportunità di crescita e cambiamento.

Un   percorso terapeutico può essere sicuramente un imprescindibile punto di partenza.

L’equilibrio psichico  di ciascuno  poggia su un insieme di valori sottostanti, su un sistema di significati creati dalle relazioni con le figure di riferimento significative nel corso dello sviluppo che nel complesso formano l’identità personale di un individuo.

Da questo punto di vista, una crisi psicologica obbliga quindi a  rivedere con sguardo critico e a rifondare, ristrutturare la propria identità.

La crisi  ci mette in contatto diretto con i nostri limiti, ci comunica che non possiamo continuare a “muoverci” nella vita senza apportare modifiche a noi stessi o al contesto entro cui ci muoviamo, è un segnale del fatto che occorre ripensarsi e reinventarsi perchè stiamo vivendo in modalità ridotta o comunque disfunzionale rispetto al nostro benessere personale e relazionale.

La crisi ha sempre un lungo periodo di gestazione in cui vengono ignorati tutti i segnali di improduttività o malessere fino a quando il collasso impone un cambiamento, ci forza a cercare  soluzioni più adattive ad alcune necessità che non possiamo continuare a ignorare, permettendoci spesso di riattribuire il corretto valore alle cose, di riformulare la nostra gerarchia di valori e priorità.
La crisi, insomma, è una necessità da accogliere, anche se nessuno è disposto a mettere facilmente in discussione assiomi su cui ha fondato la propria esistenza fino a quel momento e a vedere aspetti di se stesso rimasti nell’ombra per troppo tempo e quindi  fuori dalla consapevolezza personale.
Ma non c’è altra via, per cambiare le cose intorno a noi, che iniziare dal cambiare noi stessi.

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